Condividi:
La Corte di Cassazione ha confermato il decreto di espulsione per Bouchta El Allam, un uomo di 46 anni autoproclamatosi imam del carcere di Alessandria. L’uomo, detenuto per reati legati allo spaccio di stupefacenti, era stato condannato a sei mesi di reclusione nel maggio 2021 dal Tribunale di Torino per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale.
Durante la sua detenzione, El Allam aveva usato toni violenti nei confronti di ebrei e cristiani, considerati nemici del popolo arabo, il che aveva portato a un’accusa di istigazione al terrorismo. Nonostante il suo matrimonio con una cittadina italiana, il Tribunale di Torino aveva emesso un decreto di espulsione. La Corte d’Appello aveva poi confermato la decisione, specificando che la gravità dei reati commessi giustificava una limitazione del diritto al soggiorno.
La Suprema Corte ha infine ribadito che i reati contestati a El Allam non rientrano nelle garanzie previste dalla Convenzione della Corte europea per i diritti dell’uomo, che proteggono la vita privata e familiare.