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Un rientro amaro quello di Andrea La Barbera, argento nel salto in lungo alle Paralimpiadi di Atene 2004, che mercoledì pomeriggio, insieme alla figlia Marianna, ha trovato la propria abitazione a Mandrogne completamente devastata dai ladri.
“Appena entrati la scena era sconvolgente: porte spaccate, vetri in frantumi, inferriate tagliate con cesoie idrauliche. Hanno rovistato ovunque, senza risparmiare nessuna stanza”, racconta l’atleta. Perfino la tavernetta, dove custodiva coppe, divise ufficiali e ricordi delle sue quattro partecipazioni paralimpiche, è stata presa di mira.
Tra i cimeli spariti ci sono trofei e oggetti di valore sportivo inestimabile. Per un caso fortunato, però, i ladri non hanno trovato il pezzo più prezioso: la medaglia olimpica di Atene, che La Barbera aveva portato di recente in una scuola per mostrarla agli studenti. “Era al primo piano, sepolta sotto tutto ciò che hanno buttato a terra. L’hanno mancata per puro caso”, spiega.
Sul posto sono intervenuti la Polizia e la Scientifica per i rilievi. Secondo l’atleta, i malviventi potrebbero aver agito di notte, forse spruzzando qualcosa sul muso al cane di famiglia, trovato stordito al rientro. Parte della refurtiva è stata rinvenuta poco distante, abbandonata in un campo incolto di sua proprietà.
“La sensazione è una ferita profondissima – dice La Barbera – non per il valore economico, ma perché quei trofei rappresentano la mia vita sportiva. Sono pezzi unici, facilmente riconoscibili”.
Nonostante il dolore, il campione non si ferma: “Il 14 ottobre sarò agli Europei master a Madeira. Questa rabbia mi dà ancora più energia. Scenderò in pista con una motivazione in più”.