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In Piemonte la caccia al cinghiale partirà in anticipo: non più il 21 settembre ma già dal 1° settembre in 14 ambiti venatori della regione. La decisione arriva dopo l’ordinanza del Commissario straordinario alla peste suina africana, Giovanni Filippini, che ha concesso alle Regioni la possibilità di anticipare il calendario venatorio per questa specie.
L’obiettivo è duplice: contenere la diffusione della peste suina africana e ridurre i danni alle colture agricole e i frequenti incidenti stradali provocati dai selvatici. «È una misura fortemente richiesta dal mondo agricolo – ha spiegato l’assessore regionale Paolo Bongioanni – che ci permette di ridurre i danni alle coltivazioni, limitare gli incidenti e contenere i costi dei risarcimenti».
Il provvedimento si applica esclusivamente agli istituti venatori compresi nella fascia di protezione di 20 km intorno alle aree più sensibili: Atc BI 1, Ca BI 1, Afv Baraccone, Afv Daniela, Afv Del Duca, Afv Cellarengo, Afv Nicoletta, Afv Ternavasso, Afv Valcasotto, Afv Vestignè, Aatv Benese, Aatv Ceresole d’Alba, Aatv Roncaglia e Aatv Tenuta Pollenzo. In queste zone la caccia sarà consentita fino al 1° febbraio 2026.
Per tutte le altre specie rimane invece in vigore il calendario ordinario con apertura dal 21 settembre. Intanto, non si placa la polemica: la Lav e altre associazioni animaliste hanno criticato la decisione, parlando di una “vera e propria anticipazione del calendario venatorio”.