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L’Italia sale sul palcoscenico mondiale dell’innovazione grazie al talento e alla visione di tre giovanissimi studenti: Federico Bergo (19 anni, Alessandria), insieme ai livornesi Gianluca Santini (19) e Matilde Mancini (20).
I tre hanno rappresentato il nostro Paese al prestigioso Padiglione IEYI (International Exhibition for Young Inventors), presentando il progetto “Innovative Methods for Commercial Aerospace: Deep Space Pharma”, selezionato nella categoria d’eccellenza Visionary Technologies.
L’idea? Trasformare i moduli spaziali in veri e propri bioreattori orbitanti, capaci di aprire scenari rivoluzionari per la ricerca biomedica nello spazio.
Particolarmente brillante la storia di Federico Bergo, definito una vera promessa della scienza italiana. A soli 19 anni, si è già distinto come punto di riferimento nella ricerca e nella diplomazia tecnologica, creando legami con delegazioni internazionali e rafforzando il ruolo dell’Italia nei settori chiave del futuro.
Il suo percorso è impressionante: selezionato dalla Commissione Europea tra le 34 migliori menti giovanili nel 2024, ha partecipato a conferenze scientifiche di livello mondiale. Ma la sua passione è iniziata molto prima: a 8 anni leggeva testi di fisica avanzata, a 11 realizzava un prototipo di reattore a fusione nucleare premiato a livello nazionale, e a 13 costruiva un rilevatore di particelle per lo studio delle radiazioni.
Un talento precoce che, insieme ai suoi compagni di squadra, ha portato a Osaka un’idea destinata a guardare lontano. Anzi, nello spazio.